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Il complesso monumentale di s'Urachi

Antemurale nuraghe s'Urachi

 

L’area è situata a cinquecento metri dall’abitato di San Vero Milis, al bordo della strada provinciale che da San Vero Milis porta alle Borgate.

L'area archeologica monumentale di s'Urachi è sita nella piana alluvionale ai margini dell'abitato di San Vero Milis, in località Su Padru, un’ampia zona destinata sin da tempo antico ad usi comunitari, come attestato dal nome. 

Le ricerche e gli scavi archeologici avviati nel 1948 e ripresi con cadenza regolare dal 1979 hanno evidenziato la presenza, nella zona, di un insediamento umano complesso e articolato nelle sue caratteristiche funzionali e cronologiche.

Elemento centrale è la massiccia struttura di un nuraghe complesso costituito da una torre centrale e quattro torri laterali racchiuso all’interno di un grande antemurale dotato di dieci torri, per un complessivo di almeno 15 torri. Il complesso nuragico, secondo per dimensioni nell’isola, venne messo in opera in varie fasi nell’età del bronzo, seconda metà  II millennio a.C. Del nuraghe sono visibili, attualmente, sette delle torri dell'antemurale, mentre le altre tre sono ancora sepolte sotto l'ampia coltre di terra che si è depositata nel corso dei secoli. Negli scavi di questi ultimi anni sono state evidenziate, all'interno dell'antemurale, le strutture pertinenti al nuraghe complesso, di cui sono percepibili due delle torri laterali.

Il complesso monumentale di s’Urachi, per la sua complessità e dimensioni, si configura come località centrale di un cantone nuragico sede, verosimilmente del potere politico, religioso ed economico di una tribù. Nei suoi immediati dintorni è leggibile un tessuto insediamentale fitto, costituito da una quindicina di nuraghi, di dimensioni e complessità minori, inquadrabili nel complesso sistema di controllo territoriale incentrato sul nuraghe s’Urachi: entro i 500 metri di distanza è presente un altro nuraghe, tra 1 e 2 km sono presenti 3 nuraghi, tra 2 e 3 km altri 3 nuraghi, tra 3 e 4 km 9 nuraghi e così crescendo verso le pendici del Montiferru, dal quale i nuragici del cantone traevano le materie prime.

Nel Bronzo finale (XII-IX sec. a.C.) la fortezza venne ristrutturata dagli stessi nuragici con l'aggiunta di un corpo murario di dimensioni non ancora evidenziate, che va ad innestarsi su una torre dell'antemurale occultando una delle finestrelle. Buona parte di questo corpo aggiunto e parte dell'antemurale si trovano al di sotto della vecchia strada provinciale, ormai dismessa, che verrà asportata nel proseguo degli scavi.

A partire da quest’epoca a un centinaio di metri dal nuraghe, nell’area denominata Su Padrigheddu, è presenta un insediamento abitativo nuragico che continua nell’età del Ferro, quando a partire dalla fine dell’VIII sec. a.C. iniziano a comparire testimonianze di presenza fenicia. Da questo momento la presenza di questi materiali in un centro nuragico non può essere interpretata come un fenomeno di esotismo; gli studi archeometrici in corso, infatti, ci mostrano forme di interconnessione nella produzione artigianale che fanno pensare alla presenza di figure di provenienza esterna all’isola. Questa stretta interazione fra le diverse componenti porto a un graduale processo di cambiamento nel gruppo sociale che occupa l’area. A partire, almeno dal VI sec. a.C. il centro di s’Urachi rientra nello schema consueto di età punica. L'intera struttura viene stata riutilizzata con l'impianto di un insediamento abitativo a ridosso delle murature dell’antemurale del nuraghe, all'epoca già parzialmente interrato. Si tratta di un grande centro agricolo di cui gli scavi in corso stanno mettendo in luce resti ben conservati degli edifici. La Parte interna all’antemurale è invece utilizzata in età punica come deposito votivo, caratterizzato dalla presenza di statue di Bes, matrici fittili circolari interpretabili come pani votivi e bruciaprofumi a testa femminile, segno della presenza di un culto agrario nel quale è presente sia una figura maschile, raffigurata nelle vesti di Bes, protettore della maternità sia una figura femminile, probabilmente Tanit.

In età romana prosegue l'occupazione abitativa, apparentemente senza soluzione di continuità con l'epoca precedente, sino alle prime fasi dell’età imperiale.

Nei pressi, le prospezioni di superficie hanno permesso di individuare il tracciato della strada romana e i resti di uno dei ponti posti a cavallo dei due torrenti che scorrevano presso il nuraghe.

Successivamente l’area venne usata per scopi agricoli e industriali con l’impianto, nei pressi del nuraghe, di un mulino ad acqua, noto già nell’800.

L'area archeologica si estende per oltre dieci ettari, di cui due di proprietà privata e il resto di proprietà comunale. In essa sono stati realizzati degli scavi nel 1979, negli anni ’80, nel 1995 e nel 2005 in collaborazione tra il Comune di San Vero Milis e l'Università di Cagliari, con la supervisione della Soprintendenza archeologica per le Province di Cagliari e Ori­stano, competente territorialmente. Dal 2013 il Comune di San Vero Milis ha avviato un progetto triennale di indagine archeologica con la Brown University di Providence, con la direzione scientifica di Peter van Dommelen (Brown Univesrity) e di Alfonso Stiglitz (Museo Civico di San Vero Milis).

Il complesso monumentale di s'Urachi è stato sottoposto a vincolo archeologico ex lege 1089/1939 con decreto del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali del 9.9.1996. Il bene è di proprietà comunale e rientra come area di tutela nell'attuale strumento urbanistico. Con delibera di Consiglio Comunale n° 28 del 7/2/1986 è stato istituito il parco archeologico. Nel 2012 è stato approvato il progetto di realizzazione del Parco archeologico, per il quale saranno necessari finanziamenti specifici.

Pubblicazioni specifiche sul complesso monumentale di s'Urachi

Lilliu G., San Vero Milis, in Scoperte e scavi di antichità fattisi in Sardegna durante gli anni 1948-1949, Studi Sardi 9 (1949), pp. 399-406. Ora in Sardegna e Mediterraneo negli scritti di Giovanni Lilliu, a cura di A. Moravetti, Sassari, Delfino, 2008, vol. 2, pp. 637-814 (il testo è liberamente consultabile nel sito della Regione Autonoma della Sardegna: http://www.sardegnadigitallibrary.it/)

Tore, G., Per una rilettura del complesso nuragico di s’Uraki, loc. Su Pardu, S. Vero Milis - Oristano (Sardegna). In: Early Settlement in the Western Mediterranean Island and Peripheral Areas.Oxford, B.A.R. Int. Ser., 1984, pp. 703-723.

Tore, G., S. Vero Milis (OR), loc. Su Padru, complesso nuragico e villaggio punico-romano di s’Uraki. In: I Sardi. La Sardegna dal Paleolitico all’età romana.  Milano, Jaka book, 1984, pp. 203-206.

Tore, G., Intorno ad un «torciere» bronzeo di tipo cipriota da San Vero Milis (s’Uraki) - Oristano. In: Società e cultura in Sardegna nei periodi orientalizzante e arcaico (fine VIII sec. a. C. - 480 a. C.). Rapporti fra Sardegna, Fenici, Etruschi e Greci. Atti del I Convegno di studi “Un millennio di relazioni fra la Sardegna e i Paesi del Mediterraneo” (Selargius-Cagliari 29-30 novembre - 1° dicembre 1985). Cagliari, Amministrazione Provinciale - Assessorato alla Cultura, 1986, pp. 65-76.

Tore, G.– Stiglitz, A., Osservazioni di iconografia nuragica nel Sinis e nell’alto oristanese (ricerche 1980-1987). In: La Sardegna nel Mediterraneo tra il Bronzo Medio e il Bronzo Recente (XVI-XIII sec. a. C.). Atti del III Convegno di studi “Un millennio di relazioni fra la Sardegna e i Paesi del Mediterraneo” (Selargius-Cagliari 19-22 novembre 1987). Cagliari, Edizioni della Torre, 1992, pp. 89-105. (il testo è liberamente consultabile nel sito: http://independent.academia.edu/astiglitz)

Stiglitz A., Puliga B., Usai A., Carboni S., Lecca L., Il complesso di S’Urachi e l’insediamento di Su Padrigheddu (San Vero Milis - OR). Indagini interdisciplinari per un approccio al tema delle relazioni tra gli ultimi nuragici e i primi fenici, in La preistoria e la protostoria della Sardegna, XLIV Riunione Scientifica dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostorica (Cagliari-Barumini-Sassari 2009), Volume III – Comunicazioni, Firenze 2012, pp. 921-926. (il testo è liberamente consultabile nel sito: http://independent.academia.edu/astiglitz)

Roppa, A. L'età del Ferro nella Sardegna centro-occidentale. Il villaggio di Su Padrigheddu, San Vero Milis, , in FOLD&R 2012. (il testo è liberamente consultabile nel sito: http://www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2012-252.pdf)

Stiglitz A., Bes in Sardegna. Nuove attestazioni da San Vero Milis (Sardegna centro-occidentale), in Meixis. Dinamiche di stratificazione culturale nella periferia greca e romana, a cura di Simonetta Angiolillo, Marco Giuman, Chiara Pilo. Roma, Giorgio Bretschneider editore, 2012, pp. 133-151. (il testo è liberamente consultabile nel sito: http://independent.academia.edu/astiglitz)

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